Qui di seguito è riportata un’analisi dell’Approvvigionamento economico del Paese (AEP) riguardo alla situazione attuale in Svizzera nei settori alimentazione, energia, agenti terapeutici, TIC, logistica e industria.
Rapporto sulla situazione dall'AEP
Il rapporto aggiornato sulla situazione dell’approvvigionamento è riportato di seguito. Il documento viene aggiornato regolarmente.
Il prolungato periodo di siccità sta causando un abbassamento del livello delle acque del Reno. Di conseguenza, alcune navi non possono circolare o solo con un carico notevolmente ridotto, il che limita notevolmente le capacità di trasporto sul Reno anche per l’importazione in Svizzera di beni d’importanza vitale (p. es. prodotti petroliferi, generi alimentari e mangime, fertilizzanti).
Per i prossimi giorni non sono previste precipitazioni abbondanti che potrebbero contribuire ad allentare la situazione.
Le difficoltà nelle capacità di trasporto e le relative ripercussioni possono essere compensate, in una certa misura, ricorrendo a modalità di trasporto alternative (in particolare ferrovia, strada, oleodotti), attingendo alle riserve disponibili delle rispettive imprese e – purché vi siano sufficienti capacità interne – incrementando la produzione nazionale. Nel caso in cui la situazione dovesse aggravarsi e si verificassero difficoltà di approvvigionamenti, sono disponibili strumenti collaudati. Tra questi figurano in particolare le scorte obbligatorie di generi alimentari e mangimi, alle quali si potrebbe ricorrere, se necessario, per stabilizzare l’approvvigionamento.
Per il momento, nonostante le limitazioni delle capacità di trasporto sul Reno, l’approvvigionamento della Svizzera in beni d’importanza vitale è garantito.
Gli attori dell’Approvvigionamento economico del Paese (AEP) continueranno a monitorare la situazione. Attualmente non sono in vigore misure dell’AEP né è prevista la loro entrata in vigore.
Attualmente l’approvvigionamento di tutti i prodotti petroliferi è garantito.
Al momento la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz è fortemente ostacolata. I ribelli Houthi attaccano le navi che transitano per lo stretto di Bab el-Mandeb e gli impianti petroliferi in Arabia Saudita. Resta comunque il fatto che la normalizzazione dei flussi di approvvigionamento globali – una volta che le attività militari nel Golfo Persico saranno definitivamente cessate – richiederà diversi mesi (riparazione e rimessa in funzione delle infrastrutture energetiche; ricostruzione delle catene logistiche).
Per ora i conflitti nel Vicino e Medio Oriente non hanno ripercussioni dirette sulla disponibilità di merci per il mese di agosto. A causa dei livelli del Reno mai così bassi, l’approvvigionamento di benzina e gasolio rimane tuttavia difficoltoso. In particolare, grazie ai livelli relativamente bassi della domanda l’approvvigionamento è garantito, finché non vi saranno limitazioni per gli altri mezzi di trasporto (ferrovia, strada, oleodotto) e la produzione interna (raffineria di Cressier).
Insieme al settore stesso i membri dell’Approvvigionamento economico del Paese stanno monitorando la situazione da vicino. Sono state predisposte misure adeguate per fronteggiare un’eventuale difficoltà di approvvigionamento. Se necessario la Confederazione può liberare le scorte obbligatorie (Assortimento delle scorte).
FAQ
Approvvigionamento di prodotti petroliferi e scorte obbligatorie
Non è possibile formulare previsioni per periodi più lunghi. Questo è dovuto alle dinamiche del mercato petrolifero, dove la pianificazione dell’approvvigionamento per il mese successivo avviene nella seconda metà del mese in corso. Una stima del tipo «garantito fino alla fine del mese x» non significa però che a partire dal «mese x+1» ci sarà una penuria.
In Svizzera l’approvvigionamento è di competenza del settore privato, sia in condizioni normali che in caso di penuria. Una volta liberata una scorta, le merci vengono immesse sul mercato attraverso i consueti canali per raggiungere gli operatori di mercato abituali. Non esiste un trattamento prioritario per determinati settori o prestatori di servizi e neppure per le autorità e le organizzazioni attive nel campo del salvataggio e della sicurezza (AOSS). Queste ultime sono tenute ad attuare le misure elencate nelle linee guida sull’approvvigionamento di carburante delle AOSS.
Se vengono liberate scorte obbligatorie di prodotti petroliferi, ad esempio, il loro prezzo non è né ribassato né fissato dallo Stato, ma è il prezzo di mercato vigente in quel momento. Sono quindi gli abituali meccanismi di mercato a determinare i prezzi.
No, non è prevista una sorveglianza di questo tipo. La liberazione delle scorte obbligatorie serve semplicemente a sopperire ai volumi che sono venuti a mancare sul libero mercato. Nel caso dei carburanti, ad esempio, per i gestori delle stazioni di servizio non cambia nulla per quanto riguarda i prezzi, che continuano a essere determinati dagli abituali meccanismi di mercato.
L’approvvigionamento economico del Paese ha il mandato legale di intervenire quando si viene a creare una situazione di penuria di prodotti petroliferi. Non ha però la facoltà di influenzare l’andamento dei prezzi. Questi vengono però monitorati sia sui mercati all’ingrosso che durante i trasporti, nonché presso i clienti finali perché possono essere l’indizio di una situazione di penuria.
Finora le scorte obbligatorie sono sempre state gestite in modo tale da poter coprire l’intera domanda. A questo proposito occorre ricordare che anche in futuro si potranno effettuare importazioni, seppur in misura minore l’aumento dei prezzi innesca solitamente un calo della domanda, il che comporta un minor fabbisogno da coprire.
Oltre alle disposizioni sulle scorte obbligatorie, il Consiglio federale può anche introdurre misure volte a influenzare la domanda. Tra queste figurano gli appelli al risparmio energetico volontario, a una guida parsimoniosa o al ricorso ai mezzi pubblici. Può anche disporre misure più incisive, come la riduzione dei limiti di velocità, che contribuiscono anch’esse a ridurre il consumo di carburante.
I contingentamenti e le razionalizzazioni sono stati preparati a livello teorico. La loro attuazione comporterebbe ingenti costi ed è piuttosto improbabile, perché sarebbe presa in considerazione solo se le altre misure dovessero rivelarsi inefficaci e se la situazione di carenza dovesse perdurare.
Per tutte le scorte obbligatorie sono previsti quantitativi target per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento della Svizzera. Eccezion fatta per i medicamenti, questi volumi vengono calcolati sulla base delle vendite medie degli ultimi tre anni. I quantitativi effettivamente immagazzinati possono, in alcuni settori, discostarsi dall’obiettivo prestabilito. I quantitativi target devono essere raggiunti entro il 30 giugno dell’anno successivo. In generale, l’obiettivo è quello di coprire tre o quattro mesi.
Secondo la tabella sottostante, attualmente le riserve di cherosene coprono il fabbisogno per circa 83 giorni, e non 90 come previsto. Per l’olio combustibile, la benzina e il gasolio, le quantità sono superiori al livello target.
Innanzitutto bisogna ricordare che sia i livelli target che i livelli effettivi delle scorte obbligatorie sono grandezze aritmetiche: esprimono un’autonomia «calcolata» nell’ipotesi in cui non sia più possibile effettuare importazioni e il consumo rimanga al livello attuale. Tali ipotesi, tuttavia, non rispecchiano ciò che avviene realmente in caso di crisi. In effeti, anche durante le gravi crisi energetiche del passato – come ad esempio durante la crisi petrolifera del 1973 – le importazioni non sono cessato. E le crisi hanno dimostrato che in caso di penuria il consumo diminuisce fortemente. Nella realtà, cioè, con le scorte obbligatorie è possibile fronteggiare le penurie per un periodo molto più lungo di quanto lascino supporre, a prima vista, i valori target/effettivi di cui sopra.
Ecco una panoramica delle scorte obbligatorie di prodotti petroliferi:
Il deficit è dovuto a due fattori principali:
Il calcolo delle scorte obbligatorie si basa sulla media delle vendite degli ultimi tre anni. Dalla fine della pandemia di COVID-19 le vendite di cherosene sono aumentate notevolmente. Pertanto, le quantità aggiuntive di scorte obbligatorie devono essere costituite gradualmente. Durante questa fase di transizione il livello delle scorte è quindi inferiore a quello derivante dal recente, forte aumento della domanda.
Le fluttuazioni del mercato hanno ripercussioni sull’adeguamento delle scorte obbligatorie presso gli importatori. Per legge, i nuovi importatori dispongono di un termine di tre anni per adempiere alla loro quota di scorte obbligatorie. A chi invece è già detentore di scorte obbligatorie viene concesso un termine di un anno per aumentare regolarmente le scorte, in base alle vendite. Questi adeguamenti avvengono in modo progressivo e pianificabile, poiché le quantità supplementari da immagazzinare richiedono un coordinamento logistico e vengono importate in aggiunta al normale approvvigionamento corrente.
Innanzitutto bisogna ricordare che sia i livelli target che i livelli effettivi delle scorte obbligatorie sono grandezze aritmetiche: esprimono un’autonomia «calcolata» nell’ipotesi in cui non sia più possibile effettuare importazioni e il consumo rimanga al livello attuale. Tali ipotesi, tuttavia, non rispecchiano ciò che avviene realmente in caso di crisi.
In effetti, anche durante le più gravi crisi di approvvigionamento del passato – come quella petrolifera del 1973 o la pandemia di COVID-19 nel 2020 – le importazioni non sono cessate. Queste crisi inoltre hanno dimostrato che in caso di penuria il consumo diminuisce fortemente. Nella realtà, cioè, con le scorte obbligatorie è possibile fronteggiare le penurie per un periodo molto più lungo di quanto lascino supporre, a prima vista, i valori target/effettivi di cui sopra.
L’Approvvigionamento economico del Paese ha predisposto diverse misure, da attuare qualora il mondo economico non fosse più in grado di garantire autonomamente l’approvvigionamento e di coprire il fabbisogno nazionale. In questi casi la Confederazione può, ad esempio, liberare le scorte obbligatorie.
La Svizzera, in quanto Paese non membro dell’Unione europea, non è vincolata alla «solidarietà energetica» ma, nel contempo, è interessata a una procedura coordinata a livello europeo. Le catene di approvvigionamento e i mercati sono strettamente interconnessi.
Le aziende devono costituire le scorte obbligatorie per sostenere l’offerta in Svizzera. Queste merci servono a scongiurare o attenuare una situazione di grave penuria in Svizzera. Quando le scorte obbligatorie vengono liberate, le merci devono essere immesse sul mercato svizzero dalle imprese attraverso i normali canali di approvvigionamento. Nei punti vendita non si fa alcuna distinzione tra merci provenienti da un deposito libero o da una scorta obbligatoria.
Anche i Paesi confinanti dispongono di scorte obbligatorie di benzina e diesel che possono essere utilizzate per scongiurare una situazione di penuria. Il «turismo del rifornimento» è un fenomeno normale quando i Paesi praticano prezzi diversi per i carburanti. La trasferta oltrefrontiera, tuttavia, conviene solo entro un raggio limitato, poiché altrimenti il consumo aggiuntivo annullerebbe il risparmio. Attualmente i prezzi dei carburanti in Svizzera sono piuttosto più alti rispetto all’Italia e all’Austria e piuttosto più bassi rispetto alla Germania. Per quanto riguarda la Francia, al momento non vi è una chiara differenza di prezzo.
Il «turismo del rifornimento» nel settore dell’aviazione è poco regolamentato. Una normativa dell’UE, recepita anche in Svizzera, stabilisce che almeno il 90% del carburante necessario per il volo successivo debba essere rifornito presso l’aeroporto di partenza. Tale requisito deve essere rispettato e comunicato su base media annuale per ciascun aeroporto. È tuttavia possibile chiedere una deroga per i quantitativi non riforniti a causa di una carenza di approvvigionamento. In altre parole, questa disposizione non è determinante nel contesto di una situazione di penuria. La sua applicazione è coordinata a livello europeo; in Svizzera la competenza spetta all’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC).
Il margine di manovra è limitato dalla capacità dei serbatoi degli aeromobili impiegati. Inoltre, un quantitativo aggiuntivo di cherosene comporta un aumento del peso, il che accresce ulteriormente il fabbisogno di carburante e quindi la pressione sui costi. Anche gli altri Paesi europei dispongono di scorte obbligatorie di cherosene utilizzabili per scongiurare una situazione di penuria.
Sono termini che indicano lo stesso prodotto. La benzina per aerei viene utilizzata principalmente per piccoli aerei e aerei sportivi con motori a pistoni e non è rilevante per l’approvvigionamento nazionale.
Sì, anche l’approvvigionamento di gas ne risente. L’Iran è uno dei maggiori produttori mondiali di gas naturale e il Qatar è uno dei principali Paesi esportatori di gas naturale liquefatto (GNL). Il riempimento dei depositi europei in vista dell’inverno 2026/27 si preannuncia una grande sfida. L’approvvigionamento svizzero dipende dai depositi in Europa. Poiché la Svizzera non dispone di depositi di gas naturale propri, i gestori delle reti regionali sono tenuti a stoccare il 15% del consumo medio annuo svizzero in appositi impianti all’estero (RS 531.82 - Ordinanza del 18 maggio 2022 sulla garanzia delle capacità di fornitura di gas naturale in situazioni di grave penuria | Fedlex). Gli attori del mondo economico e la Confederazione stanno elaborando e valutando misure volte a garantire l’approvvigionamento di gas per il prossimo inverno.
Altri beni a scorte obbligatorie
Sono obbligatorie le scorte di generi alimentari e mangimi, fonti energetiche, medicamenti, concimi e piccole quantità di granulati di plastica per la produzione di imballaggi. Le scorte obbligatorie coprono il fabbisogno nazionale per un periodo compreso tra 2 e 6 mesi. Per tutte le scorte obbligatorie sono previsti quantitativi teorici (sotto forma di obiettivi) calcolati con modalità differenti, ad esempio sulla base delle vendite medie degli ultimi tre anni. Per i concimi, invece, i quantitativi obbligatori corrispondono a un terzo della media dei quattro anni con le importazioni più elevate degli ultimi cinque anni.
I quantitativi effettivamente immagazzinati (quantità effettiva) spesso si discostano dall’obiettivo, poiché gli adeguamenti, in particolare per le merci sfuse, richiedono un certo tempo.
Alimentazione
Nel caso di un cereale a doppio uso come il frumento, la quantità effettiva è nettamente superiore al valore previsto. Il motivo è che questo frumento può essere utilizzato sia per l’approvvigionamento della popolazione che come mangime per animali. Le scorte più elevate servono a effettuare una compensazione rispetto al fatto che vengono immagazzinate meno fonti energetiche a scopo foraggero.
Per quanto riguarda le fonti energetiche destinate all’alimentazione animale, il valore effettivo è nettamente inferiore al valore teorico. Il motivo è che il frumento a doppio uso viene immagazzinato in quantità superiori al valore teorico. Questo grano potrebbe essere utilizzato sia per l’approvvigionamento della popolazione che come mangime e serve quindi per compensare minori scorte di fonti energetiche.
Entro la fine del 2024 erano state costituite due terzi delle scorte obbligatorie di sementi di colza. Poiché è in fase di elaborazione una nuova soluzione per tali scorte, l'ulteriore costituzione delle stesse è stata sospesa per gli anni 2025 e 2026, in attesa che la nuova normativa possa essere attuata.
Concimi
Le scorte effettive di concimi sono attualmente superiori all’obiettivo previsto. Lo si deve all’adeguamento dell’ordinanza concernente la costituzione di scorte obbligatorie di concimi (2025), nonché al calo costante degli ultimi anni della quantità di concimi azotati minerali immessi sul mercato. Di conseguenza, queste scorte verranno gradualmente ridotte entro il maggio 2027.
I prezzi dei concimi sono aumentati notevolmente. Al momento, tuttavia, non si prospettano perturbazioni dell’approvvigionamento in Svizzera. La situazione continua a essere monitorata con attenzione, anche in collaborazione con il nostro sistema di milizia e i partner rilevanti lungo la catena di approvvigionamento.
Qualora la situazione dovesse aggravarsi in modo imprevisto e si verificasse una penuria, disponiamo di strumenti collaudati: in particolare, se necessario per stabilizzare la situazione, si potrebbe ricorrere alle scorte obbligatorie di concimi azotati.
Farmaci e dispositivi medici
Attualmente l’approvvigionamento di medicamenti in Svizzera non è influenzato dalla guerra in Iran. La guerra, tuttavia, potrebbe avere ripercussioni sull’approvvigionamento di medicamenti. A seconda degli sviluppi e della durata del conflitto, potrebbero verificarsi conseguenze tangibili nella produzione di medicamenti. I componenti petrolchimici sono importanti nella produzione di medicamenti. Potrebbero inoltre insorgere problemi logistici che peserebbero sull’approvvigionamento. Il settore farmaceutico è articolato su scala mondiale, con molti siti di produzione in Asia, dove vengono prodotti soprattutto i principi attivi e gli eccipienti, poi trasportati in altri Paesi per ulteriori fasi di lavorazione.
Industria
Ciò dipende fortemente dalla durata della guerra e dal blocco dei trasporti marittimi. Esistono tuttavia rischi di approvvigionamento per determinati prodotti industriali e semilavorati (lubrificanti, additivo per motori diesel AdBlue, elio e altri prodotti petrolchimici).