Scorte d'emergenza

Un buon consiglio

Grazie a un efficiente sistema di distribuzione, le derrate alimentari giungono quotidianamente a destinazione. Tuttavia, se le strade dovessero essere bloccate, le piccole località si ritroverebbero in breve tempo senza la possibilità di ricevere beni alimentari. Al giorno d'oggi, pur non durando mesi, un'interruzione dell'approvvigionamento potrebbe comunque protrarsi per vari giorni. Per questo motivo, l’Approvvigionamento economico del Paese raccomanda costituire in casa scorte sufficienti per una settimana circa.

Le interruzioni di corrente colpiscono anche i bancomat e i mezzi di pagamento come le carte di credito/addebito o il pagamento con il telefonino: l'AEP raccomanda pertanto una riserva minima di banconote di piccolo taglio.

Per scaricare l'opuscolo cliccare: «Scorte d'emergenza - per ogni evenienza» (PDF, 1 MB, 17.11.2020)

Attualità

Sondaggio: quasi la metà della popolazione non intende costituire scorte d’emergenza

Il sondaggio online sull’alimentazione, il movimento e la salute degli Svizzeri durante il lockdown, svolto quest’estate, ha permesso di fare luce anche sul loro atteggiamento nei confronti delle scorte domestiche. Prima della chiusura più del 60 per cento degli interpellati aveva sempre (o quasi) scorte alimentari in casa, mentre poco meno della metà disponeva sempre (o quasi) di scorte d’acqua.

Il fatto che durante il lockdown (31 marzo – 26 aprile 2020) la popolazione abbia effettivamente fatto scorta di generi alimentari si deve soprattutto alla minore frequenza con cui usciva per andare al supermercato. Dal momento che non è stata percepita alcuna riduzione nella disponibilità dei prodotti alimentari, quasi la metà dei partecipanti al sondaggio non ha cambiato idea sulle scorte d’emergenza.

Da quando è stato decretato il lockdown il 56 per cento degli interpellati è a conoscenza delle raccomandazioni sulle scorte domestiche; il 18 per cento ammette di aver acquisito più sensibilità rispetto alla tematica a causa del coronavirus. Il 44 per cento ha intenzione di tenere provviste alimentari e/o di acqua anche in futuro. Secondo il sondaggio commissionato dall’Ufficio federale per la sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), una percentuale analoga di partecipanti non intende invece ancora tenere scorte d’emergenza.

(27.11.2020)

Ulteriori informazioni

Ultima modifica 23.12.2020

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