Guerra in Iran e situazione dell’approvvigionamento in Svizzera
Attualmente l’approvvigionamento di tutti i prodotti petroliferi continua ad essere garantito: i prodotti finiti e il greggio destinati al mercato svizzero sono disponibili ed è possibile utilizzare tutte le modalità di trasporto. Se i quantitativi confermati saranno effettivamente consegnati, l’approvvigionamento della Svizzera dovrebbe essere garantito fino alla fine di aprile 2026.
Nonostante la tregua di 14 giorni in Medio Oriente, la situazione dell’approvvigionamento mondiale non è migliorata e rimane tesa, anche alla luce dell’esito infruttuoso dei primi negoziati di pace e del controblocco navale degli USA nello Stretto di Hormuz.
Ci vorranno mesi per normalizzare l’approvvigionamento dopo un’eventuale fine del conflitto (riparazione e ripristino delle infrastrutture energetiche; tempo necessario affinché i primi cargo arrivino nuovamente in Europa).
Per il mese di maggio 2026 sono previste forniture ridotte verso l’Europa, il che potrebbe ripercuotersi anche sulla Svizzera.
I membri dell’Approvvigionamento economico del Paese stanno monitorando la situazione da vicino. Sono state predisposte misure adeguate per fronteggiare un’eventuale difficoltà di approvvigionamento. Se necessario la Confederazione può liberare le scorte obbligatorie, coprendo così il fabbisogno nazionale per un periodo compreso tra i 3 e 4 mesi e mezzo.
Rapporto sulla situazione dall'AEP
Il rapporto sulla situazione fornisce informazioni sulla situazione attuale dell’approvvigionamento in tutti i settori dell’Approvvigionamento economico del Paese. Il documento viene aggiornato regolarmente.
Sì, l’approvvigionamento in Svizzera è attualmente garantito.
Al momento, la guerra in Iran non incide affatto sull’approvvigionamento quantitativo di beni o servizi di importanza vitale in Svizzera. Non si possono tuttavia escludere effetti indiretti attraverso i mercati mondiali, ad esempio se importanti siti di produzione dovessero avere problemi di approvvigionamento.
L’Approvvigionamento economico del Paese ha predisposto diverse misure, da attuare qualora il mondo economico non fosse più in grado di garantire autonomamente l’approvvigionamento e di coprire il fabbisogno nazionale. In questi casi la Confederazione può, ad esempio, liberare le scorte obbligatorie.
Nel caso di benzina, gasolio e olio da riscaldamento extraleggero le scorte coprono il fabbisogno nazionale per quattro mesi e mezzo, mentre nel caso del cherosene destinato agli aerei per tre mesi. Queste scorte sono di proprietà delle imprese. La Confederazione ne detiene solo la chiave, ovvero spetta a lei decidere se liberarle o no.
Questi quantitativi vengono immessi sul mercato attraverso i consueti canali commerciali e di distribuzione (commercio all’ingrosso, stazioni di servizio, commercio di olio da riscaldamento). Non vi è alcuna distinzione tra quantità provenienti da scorte obbligatorie o da scorte proprie delle aziende.
L’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) ha invitato i propri Stati membri a liberare volontariamente riserve strategiche di petrolio per metterle a disposizione del mercato e compensare l’interruzione dell’approvvigionamento dovuta alla chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz. Questo appello mira a contrastare l’aumento dei prezzi.
L’azione collettiva volontaria dell’AIE, comunicata l’11 marzo 2026, lascia ai singoli Paesi la facoltà di decidere in che misura e per quale periodo di tempo liberare le riserve o le scorte obbligatorie. Trattandosi di un’azione collettiva volontaria e dato che l’approvvigionamento in Svizzera è attualmente garantito, la Svizzera non dispone al momento di una base legale per liberare le scorte obbligatorie.
I prezzi dei fertilizzanti sono aumentati notevolmente. Al momento, tuttavia, non si prospettano perturbazioni dell’approvvigionamento in Svizzera. La situazione continua a essere monitorata con attenzione, anche in collaborazione con il nostro sistema di milizia e i partner rilevanti lungo la catena di approvvigionamento.
Qualora la situazione dovesse aggravarsi in modo imprevisto e si verificasse una penuria, disponiamo di strumenti collaudati: in particolare, se necessario per stabilizzare la situazione, si potrebbe ricorrere alle scorte obbligatorie di fertilizzanti azotati.